TARTAGNI, ALESSANDRO [Alexander Imolensis] (1424-1477)
Consiliorum liber primus [secundus, tertius, ..., septimus].
Folio (cm 43), 7 parti rilegate in 3 volumi, in affascinante ed uniforme legatura coeva in cartone ricoperto sui dorsi e metà dei piatti da frammenti manoscritti del XIV secolo (forse di un Decretales o altro testo giuridico), con titoli calligrafati d'epoca al taglio inferiore. Alcune bruniture qua e la per la qual. della carta, un buco (per dif. orig. della carta) con perdita di alc. parole; una macchia marrone ed alcuni tarli marginali alle ult. cc. della parte V, aloni al margine infer. della p. VII, peraltro genuino esemplare. Marca tipogr. a ciascun front. (per le parti I, III, VI, come edito), testo in car. gotico su 2 colonne, capilett. xilogr. figurati. Part I: cc. num. 119; pt. II: cc. 120-276; Pt. III: cc. num. 85; p. IV: cc. 86-173; pt. V: cc. 174-306; pt VI: cc. 143; pt VII: cc. 144-275, (quindi l'indice, "Repertorium Consiliorum", di cc. nn. 5; in fine il "Repertorium materiarum" di cc. 52 nn., l'ultima carta b.ca orig., con 2 cc. doppie rilegate dopo la carta PPpiiij). Completo. Ex-libris ms. "Ex libris Henrici Ruffini à Saviliano" (sul front. e ff. di guardia, datato luglio 1564); "Conte Dalla Chiesa Trivero - Biblioteca Savigliano" (etichetta ms. del XIX sec. applicata al foglio di guardia). Interessante edizione - piuttosto rara da trovare in set completo, come risulta anche da KVK - dei 'Consilia' di Alessandro Tartagni, giurista (canonico e civile) originario di Imola e professore in Legge nelle Università di Pavia, Bologna, Ferrara e Padova. Il 'consilium' era un'istituzione giuridica tipicamente medievale e rinascimentale, collocata a metà strada tra legge locale e 'ius commune', e consisteva nell'opinione espressa da un esperto consulente su richiesta del giudice per risolvere i casi processuali più difficili. Esistevano due tipi di 'consilia': quello 'iudiciale' (o 'sapientis'), fornito da un giurista esterno al di sopra delle parti implicate nel processo; e quello ' pro parte', fornito dietro compenso, in difesa di una delle parti, e dipendente dal responso finale del giudice: quest'ultimo è quello di norma prevalente, tra Quattro e Cinquecento, anche nelle raccolte a stampa come la presente. Il 'consilium'era particolarmente utile soprattutto nei casi che vedevano coinvolti soggetti con status giuridici poco definiti, come, per esempio, gli ebrei. Alla fine del Quattrocento gli ebrei furono oggetto di frequenti attacchi, soprattutto sul tema dell'usura, e questo si tradusse in un gran numero di processi a loro carico: in questo settore, pertanto, i 'consilia' si moltiplicavano di giorno in giorno. Anche nel terzo libro della raccolta del Tartagni c'è un interessante caso relativo a un ebreo di Camaiore (Toscana), Angelo di Gaio, accusato di blasfemia nel 1474. Quando Michele e Antonio Bonuzelli, che gli avevano lasciato oggetti in pegno, erano andati a richiederli, Angelo pretendeva di restituir loro oggetti di valore minore. Interrogato sul perché - stando alle parole dei Bonuzelli - Angelo avrebbe risposto che forse era Dio il responsabile di quello scambio. Il giudice che seguiva il processo si avvalse dei 'consilia' di importanti giuristi, come Bartolomeo Sozzini e Baldo Bartolini, ma quello decisivo fu quello di Tartagni: secondo lui, infatti, la deposizione del Bonuzelli non doveva essere presa come argomento discriminante, perché questi aveva ovviamente un proprio interesse; inoltre, le intenzioni (la 'mens') di Angelo non erano blasfeme, perché egli voleva solo dire che non era lui il responsabile. La difesa del Tartagni basata su questi argomenti fu efficace, tanto che Angelo di Gaio fu scagionato dall'accusa.
Lugduni [Lyon], s.n.t. 1563 (Lyon, Claudius Servianus), 1563
€ 6.000,00